venerdì 8 giugno 2007

Il mio piede sinistro

Sono le 13,il suono della campanella avvisa la scolaresca che le lezioni sono finite. Mi catapulto all'uscita della scuola con i miei con i miei compagni di classe. Come spesso accade nelle scuole elementari di provincia una mamma accompagna con la sua macchina il numero maggiore di bambini alle rispettive case sparse nel tragitto. All'età di sette anni i bambini che posso entrare in una seicento vecchio modello sono all'incirca sei, cinque nel sedile posteriore e uno al lato della guida. Ricordo ancora quel giorno drammatico. La mamma destinata al trasporto dei bambini offre un pasaggio alla bidella del peso di circa cento chili. Noi bambini siamo super preoccupati, il dubbio è .....chi ritorna a piedi, chi morirà di fame durante il tragitto verso casa.Ma si!!! sprezzanti del pericolo decidiamo di fare le sardine e immolarci spiaccicandoci tutti nel sedile posteriore. Piccolo gioco di incastri e tutti siamo ai nostri posti e la bidella cicciona comoda in prima fila. Subisco il sopruso e devo portare sulle mie gambe un mio compagno. La tragedia accade nel momento in cui la bidella abbassa il sedile ( la seicento se vi ricordate bene ha il sedile a ribalta ). Ebbene, lascio il mio piede sinistro nel punto in cui c'è l'appoggio del sedile.
Il peso della cara bidella ormai puntella il ponte del mio piede.
Come un cretino sto zitto.
Decido di resistere pensando che non posso disturbare l'allegra comitiva. Chiudo gli occhi e mi concentro, nel frattempo inizia un dolore tremendo...sudori freddi. Giada, una mia compagna si accorge che qualcosa non va, mi guarda e mi dice...ti scappa la cacca...io sto zitto e dopo qualche minuto sparo un'urlo tremendo spaventando tutti che si fanno prendere dal panico urlando per reazione.
Non ricordo più i minuti che trascorrono dal momento dell'urlo a quello in cui mi ritrovo per strda a rientrare a casa a piedi....



Democraticamente hanno deciso di abbandonare lo zoppo.

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